La steatosi epatica, detta anche comunemente “fegato grasso”, è una condizione patologica caratterizzata dall’accumulo di grassi (trigliceridi) nel fegato. Secondo quanto riportato dall’EpaC, il portale dei pazienti con epatite e malattie del fegato, la steatosi è la patologia epatica riscontrata con più frequenza nel mondo occidentale. La tendenza è in aumento negli ultimi decenni. In Italia, a soffrirne è il 25% della popolazione tra i 18 e i 65 anni, ma si registrano sempre più casi in età infantile.

Vediamo insieme agli specialisti di Medicina Interna del Poliambulatorio Centro San Camillo di Bari di cosa si tratta, come viene diagnosticata la problematica e se è possibile prevenire il “fegato grasso”.

Cos’è la steatosi epatica

La steatosi è determinata da un accumulo di acidi grassi nel fegato che oltrepassa il 5% del peso dell’organo stesso.

Generalmente questa patologia non presenta sintomi. Possono, però, presentarsi un senso di fastidio o pesantezza al di sotto delle costole destre, spesso post-prandiale, e alitosi. Per questo viene diagnosticata solo quando si effettuano accertamenti mirati.

Le cause più frequenti dell’insorgenza della patologia sono:

  • consumo di grandi quantità di alcolici;
  • sovrappeso;
  • obesità;
  • insulino-resistenza;
  • livelli elevati di lipidi (trigliceridi, colesterolo) nel sangue;
  • sindrome metabolica;
  • disfunzioni del metabolismo.

La steatosi epatica deve essere diagnosticata il più precocemente possibile. Fondamentale la rimozione dei fattori di rischio associati per arrestare la progressione della patologia. Il fegato, infatti, risponde all’accumulo di grassi con un processo infiammatorio. Questo porta in un primo momento alla fibrosi (steatoepatite), una condizione reversibile, ma può successivamente – in circa il 10% dei casi – degenerare in cirrosi epatica, che danneggia in maniera irreversibile il fegato.

Fegato grasso: diagnosi e trattamento

L’ecografia all’addome consente di identificare, con elevata sensibilità e specificità, segni indiretti di steatosi. Contestualmente, anche alcuni valori ematochimici, tra cui il profilo metabolico (colesterolo totale, colesterolo LDL, trigliceridi e glicemia a digiuno), sono utili per rafforzare la diagnosi.Eco addome superiore, inferiore, completo: a cosa serve, cosa si vede e preparazione

Il trattamento più efficace a oggi è rappresentato da uno stile di vita salutare:

  1. dieta mediterranea a basso consumo di grassi insaturi;
  2. astensione dal consumo di alcol;
  3. regolare attività fisica moderata quotidiana (secondo le indicazioni dell’OSM, sono sufficienti anche 150 minuti a settimana di camminata a passo moderato-veloce).

Questi accorgimenti, a lungo termine, consentono di ridurre gradualmente il grado di steatosi e fibrosi. Si evita, così, che la patologia progredisca fino a una fase di irreversibilità, ma anche di prevenire la comparsa della patologia stessa.

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