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Presso l’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti, Bari, si è svolto il primo caso al mondo di resezione epatica robotica in un paziente senza anestesia generale, sveglio.

Parte dell’équipe guidata dal dottor Riccardo Memeo, direttore della Unità Operativa di Chirurgia epatobiliopancreatica della struttura, anche la “nostra” dottoressa Valentina Ferraro, responsabile dell’Ambulatorio di Chirurgia generale del Centro San Camillo, e il dottor Carlo Alberto Schena. Il trattamento chirurgico si è svolto con la collaborazione del dottor Carmine Pullano, specialista in Anestesia neuroassiale, coadiuvato dai dottori Gaetano Pavone, Claudia Piacente e Miriam Varvara, specialisti in Anestesia dei trapianti di fegato e Chirurgia epatobiliare avanzata, con la supervisione del dottor Vito Delmonte, direttore della Unità Operativa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale.

Ospedale Miulli

Il paziente, affetto da epatocarcinoma, viste le importanti comorbidità per cui non poteva essere sottoposto a anestesia generale, non era stato preso in carico da altre strutture ed era condannato a una chemioterapia a vita e, dove questa fosse fallita, al decesso.

La scelta di svolgere l’intervento chirurgico per via robotica è stata fatta per poter utilizzare la tecnologia più all’avanguardia e per ridurre al minimo i rischi di complicanze durante l’operazione. Abbiamo, infatti, utilizzato la visione tridimensionale, la fluorescenza e le ricostruzioni tridimensionali per guidare la resezione chirurgica”, ha spiegato il dottor Memeo al quotidiano la Repubblica.

Il paziente ha così potuto evitare per la prima volta al mondo in questo tipo di intervento l’anestesia generale, anestesia utilizzata solitamente anche per trattamenti chirurgici semplici come colecisti o appendice. Si è optato, invece, per una anestesia neuroassiale, cioè con anestetico locale somministrato in prossimità del midollo spinale.

La dottoressa Valentina Ferraro

La tecnica robotica, tecnologia mininvasiva per eccellenza, consente un recupero molto più veloce, con un decorso post-operatorio migliore, grazie al minore stress cui sono sottoposti i tessuti e alle ridotte perdite ematiche”, ci racconta la dottoressa Ferraro. “Tanto è vero che il paziente è stato dimesso a 72 ore dall’intervento. Ora si trova a casa e, essendo un epatocarcinoma ben differenziato non dovrà effettuare chemioterapia, ma solo seguire dei follow up presso di noi e con l’oncologo di riferimento”.

 

Presso il Centro San Camillo di Bari, la dottoressa Ferraro Valentina esegue visite di Chirurgia Generale e Oncologica dell’apparato digerente ed epatobiliopancreatico e si occupa di piccola chirurgia come asportazione cisti sebacee, nevi, fibromi penduli, lipomi.

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