Che sia acuta, cronica o asintomatica, sotto il nome di prostatite viene catalogato ogni tipo di infiammazione della ghiandola prostatica: ma quali sono i sintomi, come avviene la diagnosi, dove rintracciarne le cause e, soprattutto, come curarla?

L’Ambulatorio di Urologia del Centro San Camillo di Bari ha deciso di fare chiarezza su questa tematica che riguarda dal 7 al 12% della popolazione (solo maschile, in quanto le donne sono sprovviste della ghiandola della prostata, sebbene abbiano a che fare con un problema speculare, la vaginite).

Il National Institutes of Health, in una classificazione sottoscritta dalla Società Italiana di Urologia, divide queste infiammazioni in:

  • Categoria I – Prostatite acuta (di origine batterica);
  • Categoria II – Prostatite cronica batterica;
  • Categoria III – Prostatite cronica abatterica (che può essere infiammatoria o non-infiammatoria), detta anche sindrome del dolore pelvico cronico;
  • Categoria IV – Prostatite asintomatica.

Come accade generalmente in medicina, il problema acuto si distingue da quello cronico per la sua rapidità di insorgenza e per sintomi e disturbi più incisivi.Prostatite

Sintomi e diagnosi della prostatite

Tutti i tipi di prostatiti hanno una serie di sintomi in comune, come:

  1. aumentata frequenza della minzione;
  2. urgenza della minzione;
  3. sensazione di bruciore o dolore durante o dopo la minzione.

Altri sintomi per riconoscere le diverse patologie sono:

  • Categoria I – Per la prostatite acuta dolore o bruciore nel basso addome, nella regione perineale o allo scroto, febbre, sangue nello sperma, secrezione dall’uretra e eiaculazione precoce;
  • Categoria II – Per la prostatite cronica batterica sangue nello sperma, dolore nella zona genitale, eiaculazione dolorosa, ritenzione urinaria;
  • Categoria III – Per la prostatite cronica abatterica gettito urinario debole, dolori per 3 o più mesi a pene, scroto, nella zona perianale, nella parte inferiore della schiena e durante o dopo l’eiaculazione;
  • Categoria IV – Per la prostatite asintomatica è facile immaginare che non ci siano sintomi e che la diagnosi avvenga attraverso analisi e esami.

Se il medico di famiglia sospetta una prostatite, può inviare il paziente da un urologo che, in base ai sintomi e alla loro tipologia, potrà diagnosticarla tramite un rilievo clinico e confermarla con altre analisi:

  • Esame fisico con esplorazione rettale;
  • Esami delle urine;
  • Esami del sangue;
  • Esami urodinamici;
  • Analisi dello sperma;
  • Cistoscopia;
  • Ecografia prostatica transrettale;
  • Biopsia.

Quali sono le cause della prostatite? I vari tipi di prostatite hanno naturalmente cause diverse, e a volte Prostatitesconosciute. In generale sono da riscontrare in batteri che possono arrivare per via retrograda dall’uretra o anterograda dai dotti eiaculatori, in agenti portatori di malattie sessualmente trasmissibili, in stafilococchi, streptococchi, funghi, virus dell’apparato genitale e parassiti, in traumi.

Tra i fattori di rischio è importante tenere conto di fumo, consumo eccessivo di alcolici, ereditarietà, rapporti non protetti, deficit immunitari, uso del catetere, infezioni alla vescica, traumi della regione pelvica.

Cura delle infiammazioni della ghiandola prostatica

Generalmente l’infiammazione acuta si cura con antibiotici, che possono essere anche individuati e scelti più precisamente in base a un antibiogramma.

Possono far parte della terapia e contribuire alla guarigione completa farmaci antinfiammatori (FANS o cortisonici), farmaci alfalitici, riposo e una buona idratazione.

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