Mammografia del Centro San Camillo – Poliambulatorio Bari Dott. De Ruvo Vincenzo

La Mammografia è l’esame radiologico di riferimento nei programmi di screening alle mammelle perché, eseguito ad intervalli regolari di tempo, consente di rilevare precocemente alterazioni o modificazioni nei tessuti mammari. Consiste in una radiografia bilaterale in due proiezioni che deve essere eseguita da personale appositamente formato, tecnici di radiologia, con apparecchiature adeguate e periodicamente controllate.
Si tratta, purtroppo, di un esame guardato a volte con sospetto dalle donne, per cui è utile fare chiarezza rispondendo ai dubbi più frequenti (F.A.Q.)

Perché sottoporsi a mammografia? mammografia esame medico
La mammografia è l’unico esame efficace per la diagnosi precoce dei tumori. Grazie ai programmi di screening eseguiti negli ultimi 30 anni con la mammografia, la mortalità per tumore della mammella si è ridotta di circa il 40 %.

A che età iniziare a sottoporsi a mammografia?
La prevenzione con l’esame mammografico può cominciare a 40 anni se non ci sono rischi particolari, legati principalmente alla presenza di tumori mammari in famiglia. Può essere necessario sottoporsi a mammografia anche prima in caso di sospetto alla visita clinica e/o all’ecografia.

Qual è la frequenza consigliata?
Recenti studi hanno dimostrato che nella fascia di età tra i 40 ed i 49 anni la mammografia di prevenzione è efficace se eseguita ogni 12 mesi; la cadenza dei controlli per le donne sopra i 50 anni è invece di 2 anni.

Qual è la fase del ciclo mestruale più indicata per sottoporsi a mammografia?
Nelle donne sotto i 45 anni si consiglia di sottoporsi a mammografia in un periodo compreso tra i primi giorni delle mestruazioni e l’ovulazione, ovvero il 14° giorno. Meglio evitare il periodo premestruale perché spesso il seno è dolente.

La mammografia è pericolosa? E’ dolorosa?
Come tutti gli esami che utilizzano raggi X, la mammografia comporta un minimo rischio biologico che diminuisce progressivamente a partire dai 30 anni. Dai 40 anni il rischio biologico si avvicina a zero. Alcuni studiosi hanno paragonato questo rischio a quello del fumo di 1 sigaretta e 1/2 o a quello dovuto all’aria che si respira in due giorni in una grande città. Ma, a fronte di un rischio ipotetico così basso, si salvano migliaia di donne grazie alla diagnosi precoce. Il rischio da mammografia in una donna di 50 anni è irrilevante a fronte del grande vantaggio della possibilità di fare diagnosi precoce di tumore maligno, salvando la vita e risparmiando terapie gravose.

Ogni donna ha una sensibilità differente, pertanto per alcune può essere dolorosa, per altre no. Per eseguire la mammografia la mammella viene compressa con un apposito piatto in plexiglas; la compressione, se effettuata con delicatezza, provoca per lo più un leggero fastidio, poche donne riferiscono un minimo dolore, pochissime un dolore molto forte. Il dolore non corrisponde ad alcun danno e passa in pochi minuti.

Quanto tempo dura una visita?

Il tempo totale tra l’arrivo e l’effettuazione della mammografia non è superiore a mezz’ora.

La mammografia può non identificare il tumore? mammografia esame tumore
Questo dipende dalla qualità della mammografia, dalla capacità del medico di interpretarla, dal tipo di mammella e dalla sede e dal tipo di tumore. Ciò nonostante la mammografia è l’unico esame in grado di identificare il tumore maligno in fase precoce, quando questo può essere rappresentato solo da microcalcificazioni.

Esistono esami alternativi alla mammografia?
Al momento la mammografia non è sostituibile. L’ecografia è un esame complementare, che completa la visita o la mammografia, è un esame indispensabile per la diagnosi, ma è legato alla capacità di chi lo esegue e non può essere reinterpretato da alcuno, in quanto le fotografie vengono scattate dall’operatore durante l’esame e rappresentano solo alcune aree della mammella, seppur quelle ritenute più significative dal medico esecutore. Per questo motivo, mentre una mammografia fatta bene può essere valutata da esperti anche a distanza di tempo, un’ecografia è difficilmente valutabile da altri a posteriori.
Anche la risonanza magnetica, che si esegue con iniezione endovenosa di mezzo di contrasto, è molto utile nella valutazione della mammella, ma è complementare a mammografia ed ecografia. A oggi non può essere proposta in sostituzione della mammografia, la può completare e può essere indicata come esame di routine in pazienti ad elevato rischio genetico o familiare di tumore mammario.

Cos’è lo screening? E la mammografia clinica?
Lo Screening è un programma di prevenzione secondaria sulla popolazione con cui si invitano le donne di una determinata fascia di età, ad esempio 50 – 69 anni, a sottoporsi a mammografia gratuita ogni due anni. In caso di esame dall’esito normale, la donna riceve una lettera a casa; in caso di dubbio o di lesione, viene richiamata per sottoporsi ad approfondimenti. Questo approccio può ridurre fino al 50 % la mortalità dovuta al tumore mammario.
La Mammografia clinica non prevede fasce d’età, si può fare a partire dai 35/40 anni, ed è volontaria. Il medico radiologo, oltre ad eseguire l’esame, può visitare la donna e può decidere di fare subito eventuali approfondimenti. Spesso in questo caso si esegue una ecografia di completamento, così da chiarire eventuali dubbi evidenziati dalla visita o dalla mammografia e fare un unico referto conclusivo.

Si possono sottoporre a mammografia i seni piccoli, la mammella maschile, le mammelle con protesi?
La dimensione dell’organo non comporta limitazioni per l’esame, per cui seni piccoli e mammella maschile possono essere sottoposti a mammografia senza problemi.
In presenza di protesi si deve comunque eseguire la mammografia, anche se alcune aree della mammella possono non essere visibili; in questo caso l’esame deve essere completato con ecografia e talvolta con risonanza magnetica.

Cos’è la Mammografia Digitale? mammografia digitale
La tecnologia sta sostituendo progressivamente i mammografi tradizionali e la pellicola radiografica con mammografi digitali ed immagini computerizzate. Questo cambiamento comporta numerosi vantaggi, come il miglioramento della qualità dell’esame, la riduzione della dose di raggi X, la possibilità di archiviare le immagini nel computer e trasmetterle a distanza, l’eliminazione degli acidi inquinanti per sviluppare le pellicole.

 

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