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Pneumologia del Centro San Camillo – Poliambulatorio Bari dott.ssa Maria Cristina Nocerino
La roncopatia, comunemente nota come russamento (cronico), è una patologia molto comune negli uomini ma anche nelle donne, soprattutto nell’età della menopausa.Russare non è una malattia ma negli anni può dare complicazioni ed evolversi nella sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
 
Quali sono le differenze tra roncopatia femminile e maschile?
russamento uomo
Occorre distinguere tra russamento, che può essere occasionale o cronico (roncopatia), e ronfamento. 
Il russamento è la vibrazione di strutture molli delle prime vie aeree al passaggio dell’aria durante il sonno. Finché il russamento è allo stadio iniziale, cioè regolare e senza interruzioni durante la notte, non c’è da preoccuparsi. Quando, però, al russamento seguano interruzioni del respiro, della durata di 10 secondi o più, allora si parla di sindrome delle apnee ostruttive del sonno, o semplicemente apnee notturne.
 
Il ronfamento, invece, è il rumore prodotto dall’aria quando passa in zone ristrette, per esempio nel caso di un banale raffreddore, fenomeno che scompare dopo qualche giorno.
 
Statisticamente la roncopatia colpisce più gli uomini che le donne. In Italia, gli uomini che soffrono di russamento cronico sono circa il 40-45%, mentre le donne il 25-28%.
 
Quali sono le caratteristiche della roncopatia femminile? russamento donna
 
La roncopatia femminile, a volte, si manifesta come roncopatia passiva, ossia la conseguenza della roncopatia del loro compagno. Si tratta di un disturbo clinico-sociale.
 
Un dato molto importante fa riflettere sulla necessità della prevenzione: in Italia soltanto il 7% dei casi di apnee del sonno nelle donne di grado moderato-grave (circa 30-40 apnee all’ora) è stato diagnosticato, troppo poco. 
 
Quali rischi si corrono con le apnee notturne?
 
Le apnee notturne sono una vera malattia che, come tale, si aggrava se non curata, provocando affaticamenti cardiovascolari, polmonari e cerebrali.
 
La differenza tra uomini e donne viene meno col passare degli anni: nella popolazione italiana circa il 4-7% degli uomini è colpito da apnee notturne, mentre per le donne il valore si aggira intorno al 2-4%. Questo valore, però, è valido fino alla menopausa: a partire dai 60 anni la roncopatia apneica colpisce circa l’11% delle donne, una percentuale pari a quella degli uomini della stessa età.
 
Si ipotizza che ci sia qualcosa che protegge la donna in età fertile: molto probabilmente c’entrano gli estrogeni, ormoni tipicamente femminili, la cui produzione da parte dell’organismo cala drasticamente con la menopausa. Tuttavia, la correlazione russamento-estrogeni non è ancora stata scientificamente dimostrata.
 
Quali sono i principali fattori di rischio per la donna?
 
Sono di base gli stessi maschili, cioè:
 
    l’età (il rischio è maggiore negli individui più anziani)
    il sovrappeso
    il fumo, che provoca un’irritazione delle prime vie aeree, le zone più coinvolte nel russamento
    l’alcol, in particolare prima di coricarsi
    i pasti abbondanti prima di andare a dormire
 
Quali sono i rimedi per non russare? russamento no sigarette fumo
 
    evitare pasti abbondanti la sera
    fare in modo di non essere in sovrappeso
    evitare alcol e superalcolici, soprattutto la sera
    evitare di fumare tanto
    cercare di dormire di più in posizione laterale, anziché supina
 
Quando interpellare il medico?
 
Quando il disturbo diventa continuativo e intermittente. In questo caso è molto probabile che sia presente la sindrome delle apnee notturne. Inoltre, se durante la giornata si presentano momenti di sonnolenza, difficoltà di memorizzazione o concentrazione, il problema può essere legato a disturbi del sonno.
 
Un altro campanello d’allarme, soprattutto nei giovani, è la diminuzione del desiderio sessuale: un segno indiretto di ipossigenazione dell’organismo ma, soprattutto, del cervello durante la notte. Essa può portare, durante il giorno, alla comparsa di sintomi cognitivi come: stanchezza, sonnolenza, calo di attenzione.
 
Chi sono gli specialisti dei problemi del sonno?
 
Sono neurologi, pneumologi e otorinolaringoiatri. I primi due si occupano della malattia in caso di apnee notturne Gli otorini, generalmente, vengono consultati quando compaiono i primi sintomi.
 
Quali sono gli esami più importanti? russamento polisonnografia
 
Dopo un’anamnesi iniziale, si può ritenere opportuna la polisonnografia. Rappresenta un passo cruciale nella diagnosi, nella stadiazione e nella terapia della Sindrome delle Apnee Notturne. Questo esame permette di distinguere i “normali” russatori dai soggetti “apnoici”, di quantificare e caratterizzare il numero degli episodi di apnea e di proporre una terapia personalizzata per il paziente. L’esame consiste in un monitoraggio notturno che valuta alcuni parametri come il russamento, l’ossigenazione del sangue, la presenza o meno delle apnee, la posizionalità, i movimenti toracici, la frequenza cardiaca e fa una diagnosi. L’utilizzo dei nuovi polisonnigrafi portatili permette di eseguire la polisonnografia presso la propria abitazione senza dover pernottare in ospedale. L’esame in ospedale viene riservato ai casi dubbi o ai casi che necessitano di particolare attenzione. Il polisonnigrafo durante il riposo registrerà numerosi parametri vitali tra cui i decibel del russamento, il respirogramma nasale, il movimento toracico e addominale, la saturazione del sangue per via transcutanea, la frequenza cardiaca, la posizione del corpo: dalla combinazione di tutti questi parametri sarà possibile elaborare un quadro complessivo sulla qualità della respirazione notturna del soggetto. La mattina successiva il paziente torna in ambulatorio per la riconsegna dell’apparecchio. La polisonnografia è un esame del tutto non invasivo (non vengono utilizzate sonde nè aghi ecc) ed è sempre ben tollerato dal paziente che dovrà sopportare soltanto la presenza di qualche cavo e sensore sul corpo durante la notte. 
 
Un secondo esame molto importante è la sleep endoscopy (o “endoscopia del sonno”), che consiste in una registrazione delle prime vie aeree durante il sonno attraverso una telecamera. L’anestesista con un farmaco induce un sonno parafisiologico che dura 15-20 minuti e durante il quale il paziente russa (o va in apnea). La telecamera registra tutto e può scoprire la causa del problema.
 
I due esami insieme (polisonnografia e sleep endoscopy) danno tutte le informazioni utili per scegliere la terapia migliore da seguire, con un successo che sfiora il 100%.
 
Le principali terapie post esami sono:
 
    interventi chirurgici;
    bite notturni specifici (oral appliance);
    terapie posizionali (dispositivi che fanno stare il paziente sempre sul fianco);
    terapie dietetiche (per le persone in sovrappeso).
 
 

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