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Ambulatorio del Benessere del Centro San Camillo – Stefano Lestingi Operatore Professionale Shiatsu

Lo Shiatsu è indicato in presenza di:

  • dolori muscolari e articolari
  • disturbi digestivi
  • cefalee
  • dolori mestruali
  • in generale nelle patologie da stress (insonnia, ansia, depressione, agitazione, ecc.).

 

Cos’è lo Shiatsu?  shiatsu mani pressione

Letteralmente significa “premere con le dita” e si riferisce ad una forma di trattamento per il benessere della persona derivata dalle tecniche più antiche di massaggio giapponese e dallo studio della Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Lo Shiatsu si avvale di pressioni effettuate con il pollice, i palmi delle mani, il gomito e talvolta le ginocchia lungo i meridiani energetici, cioè “canali” presenti sulla superficie del corpo (e anche al suo interno) in cui scorre l’energia vitale della persona, chiamata in giapponese “ki” e in cinese “Qi” o “Ch’i”, per riattivarla laddove vi è un blocco, incrementarla nei casi di deficit e sedarla se è in eccesso. Un processo infiammatorio, nell’ottica della MTC, può essere visto come un “eccesso di energia”, mentre una condizione fisica di astenia, intorpidimento o carenza di funzionalità di un organo o di un muscolo, può essere associata ad un deficit energetico dello stesso.

Lo Shiatsu non è un palliativo della medicina, ma è una disciplina olistica (disciplina bio-naturale) che favorisce il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona (psiche e soma). È altresì importante ricordarsi che lo Shiatsu non sostituisce la terapia medica, ma può essere un buon coadiuvante della stessa.

A cosa serve?
Il trattamento Shiatsu mira a riequilibrare il corretto funzionamento del nostro sistema Corpo-Mente-Spirito, e quindi a favorire uno stato di benessere e salute a 360°.

Lo Shiatsu è quindi indicato in presenza di dolori muscolari e articolari, disturbi digestivi, cefalee, dolori mestruali e in generale nelle patologie da stress (insonnia, ansia, depressione, agitazione, ecc.).

In Italia, un gran numero di Specialisti, quali Cardiologi, Endocrinologi, Fisioterapisti riconosce il valore e sostiene la terapia shiatsu anche presso ospedali pubblici, centri di cura e ambulatori.

Infatti, in Giappone, il Ministero della Sanità ha riconosciuto l’efficacia dello Shiatsu e l’ha inserito nel prontuario terapeutico.

Un po’ di storia: shiatsu cinese storia massaggio

Lo Shiatsu trae origini dalla antica filosofia della Medicina Tradizionale Cinese, e negli influssi che generò sulla medicina giapponese già dal 200 a.C.  Attraverso le osservazioni delle leggi della natura, gli antichi compresero che tutto ciò che avviene in essa (macrocosmo) si riflette nell’uomo (microcosmo). La diffusione della medicina cinese fu anche veicolata dai medici coreani e dall’espansione del buddhismo Chan, dal VI al XIII secolo. Con l’inizio del periodo Kamakura (1192) la diffusione delle “pratiche di salute” di derivazione cinese, fu particolarmente incrementata dalla sempre maggior presenza nel territorio dei monaci buddhisti. Tra queste vi era il Do-In, una forma di ginnastica e auto-massaggio mirato a elasticizzare muscoli e articolazioni e al mantenimento o recupero di una buona salute psicofisica. I primi riferimenti scritti riconducibili alle “pratiche con le mani” probabilmente risalgono al libro “Racconto dello Splendore” del periodo Heian (794-1191) e sono il massaggio Anma e l’Anpuku, tecniche da cui deriva in gran parte lo Shiatsu attuale. L’Anma, chiamato anche il “massaggio dei samurai”, veniva praticato nelle terme a seguito di bagni termali e di saune rilassanti e si avvale di tecniche di stiramento, frizione e mobilizzazione. Quest’arte aiuta principalmente ad eliminare rigidità muscolari, attivando la circolazione sanguigna. L’Anpuku invece è una valutazione energetica-funzionale dell’addome seguita dal trattamento con pressioni statiche sullo stesso. Ma le prime prove scritte dell’esistenza di una tecnica chiamata “Shiatsu”, risalgono all’inizio del XX secolo quando il Maestro Tenpeki Tamai cominciò ad utilizzare regolarmente il termine “Shiatsu” nelle presentazioni del suo lavoro.

In occidente lo Shiatsu comincia a essere conosciuto in modo significativo all’inizio degli anni ‘70, grazie all’opera di diffusione che ne fecero due grandi Maestri, Tokujiro Namikoshi e Shizuto Masunaga e in Italia, sempre negli stessi anni ad opera del Maestro Yuji Yahiro, fondatore del metodo Meiso Shiatsu, evoluzione della tecnica Masunaga.

Come si svolge un trattamento massaggio shiatsu

Il trattamento vero e proprio è sempre preceduto da un colloquio che permette all’operatore di mettere a fuoco la richiesta di sostegno portata dal paziente. Una volta cominciato il trattamento, il dialogo continua su un altro livello: non si comunica più con le parole, ma attraverso il contatto di pressione che può essere più o meno intenso, consapevole e profondo delle mani dell’operatore sul corpo del paziente. Questi viene fatto sdraiare comodamente a terra, su un apposito materassino chiamato tatami; così da potersi permettere di abbandonarsi completamente, lasciando andare ogni tensione, senza sentirsi preoccupato di cadere. Le posizioni che, a seconda delle necessità del trattamento, possono essere assunte sono: sdraiato prono o supino, disteso su un fianco, ma anche seduto. In base alle specifiche necessità, il trattamento si può effettuare, in modo egualmente efficace, seduto su di una sedia o sdraiato sul lettino.
Lo Shiatsu richiede all’Operatore, oltre che la specializzazione nella tecnica e nel suo utilizzo, anche un atteggiamento di rispetto e attenzione, ascolto, presenza e non giudizio, verso il paziente e verso se stesso.

Al termine del trattamento il paziente rimarrà ancora per un po’ sdraiato o seduto in uno stato di piacevole rilassamento, così da permettere agli effetti benefici dello Shiatsu di continuare la loro azione profonda.
Il tutto si conclude con un dialogo in cui il paziente esprime le proprie sensazioni.

Quanto dura un trattamento?

Un trattamento Shiatsu, dura in media dai 45 ai 60 minuti, a seconda dei casi.

Il primo incontro prevede anche un breve colloquio iniziale per conoscere il paziente e capire quali sono le sue necessità a fronte dei sintomi presentati.
Il numero di sedute varia in base all’intensità delle necessità esposte dal paziente: al primo appuntamento l’operatore elabora il piano necessario.
In generale, quattro trattamenti con cadenza settimanale sono ideali affinché si tragga beneficio in termini di benessere fisico, psicologico ed emotivo.

E’ necessario spogliarsi per il trattamento shiatsu?

Al paziente non è richiesto di svestirsi. Tuttavia, in alcuni casi è più produttivo ai fini terapeutici, eseguire pressioni e manovre direttamente sulla pelle.

Come ci si prepara al trattamento?
E’ importante che il paziente si veste in maniera comoda, con una tuta o una maglia possibilmente di cotone o fibre naturali.

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