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Ambulatorio di Reumatologia e il Servizio di Densitometria Ossea a Ultrasuoni del Centro San Camillo per Prevenzione e Cura delle Malattie dovute a carenza di Vitamina D.


  • Osteoporosi
  • Debolezza muscolare
  • Artrosi
  • Rachitismo

Sono le malattie più diffuse per Carenza di Vitamina D.

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COSA E’ LA VITAMINA D?

La vitamina D è una vitamina liposolubile (ossia in grado di sciogliersi nei lipidi o grassi) costituita da 5 diverse tipologie di vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5.  Tra queste, le forme più importanti e biologicamente attive per il nostro organismo, sono:

  • Vitamina D2 o ergocalciferolo: si assume con il cibo
  • Vitamina D3 o colecalciferolo: viene sintetizzata a partire dal colesterolo

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La vitamina D o la si assume mediante l’alimentazione (che può prevedere anche delle supplementazioni attraverso somministrazione di integratori), o il nostro organismo riesce a produrla grazie all’azione e all’assorbimento, operato dalla pelle, dei raggi ultravioletti (UV) della luce solare.

L’Italia è un paese che, grazie alla sua latitudine, garantisce una certa quantità di luce durante tutto l’anno. Per avere sempre la dose di vitamina D necessaria, sarebbe sufficiente stare fuori casa almeno 20-30 minuti al giorno quasi tutti i giorni con almeno il viso, braccia e mani scoperte (magari anche le gambe). Grazie a questa esposizione, è possibile rifornirsi della maggior parte del fabbisogno di vitamina D (dall’80 al 100%).

La vitamina D prodotta, viene trasportata dal sangue per poi accumularsi nel fegato. Nel periodo estivo, quando in genere ci si espone maggiormente alla luce solare, si produce una maggior quantità di vitamina D, che poi diventa una riserva anche per i mesi invernali quando le occasioni per uscire, e quindi per esporsi alla luce, diminuiscono.

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E’ molto importante che bambini e anziani, nei quali la produzione di vitamina D non copre il loro reale fabbisogno, si espongano maggiormente alla luce solare. Poiché soprattutto gli anziani tendono a vivere sempre in casa o ad essere sempre molto coperti, molto spesso, è necessario fornire loro dei supplementi o integratori di vitamina D su prescrizione medica. Inoltre, l’invecchiamento, riduce la produzione di questa vitamina nell’epidermide: una persona di 70 anni produce circa il 30% di vitamina in meno rispetto a un adulto più giovane.

PERCHE’ LA VITAMINA D E’ MOLTO IMPORTANTE?

La vitamina D è essenziale per l’organismo umano in quanto svolge una serie di funzioni importantissime:

  • Contribuisce a mantenere nella norma i livelli di calcio e di fosforo nel sangue
  • Regola l’assorbimento del calcio e del fosforo nelle ossa, in particolare durante la formazione di queste ultime. Quando lo scheletro è perfettamente formato, continua a svolgere una funzione conservativa.3D render of a female medical figure with skeleton running
  • Favorisce una corretta mineralizzazione delle ossa
  • Controlla e assicura un buon assorbimento del calcio da parte dell’intestino
  • E’ molto importante per la salute dei denti, sia in età di crescita, affinché spuntino senza ritardi, che in età adulta, per evitare che cadano precocemente e per garantire che siano protetti dalla carie.
  • E’ fondamentale per prevenire il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti (malattie in cui l’osso, poco mineralizzato, va incontro a tipiche deformità).

COSA PROVOCA UNA CARENZA DI VITAMINA D?

La vitamina D non viene assunta in quantità adeguate nel nostro Paese: ben l’80% della popolazione italiana è risultato infatti carente di vitamina D.

Le conseguenze causate da una ipovitaminosi D possono variare soprattutto in base a:

  • Età: bambini e anziani hanno bisogno di un maggior apporto di vitamina D.
  • Stato di salute: ad esempio, chi è affetto da malassorbimento lipidico va incontro a una diminuzione dell’assorbimento della vitamina D introdotta con la dieta, a livello dell’intestino tenue.
  • Stato fisiologico: donne in gravidanza e allattamento hanno bisogno di un maggior apporto di vitamina D.
  • Luogo in cui si vive: gli individui che vivono alle latitudini più settentrionali vanno maggiormente incontro ad una sintesi inadeguata della vitamina, nel corso dei mesi invernali, per la scarsità di luce e di esposizione a quest’ultima.

Molte delle conseguenze della carenza di vitamina D sono ben accertate, mentre altre sono ancora in corso di studio. Tra le conseguenze più note ritroviamo:

  • Rachitismo: è una delle conseguenze più gravi e più conosciute della carenza di vitamina D nei bambini. Può presentarsi a causa di mancata esposizione alla luce del sole e/o ad un apporto alimentare scarso. L’assunzione di un maggior apporto di vitamina D fin dall’infanzia previene meno fratture osteoporotiche in età adulta.
  • Osteomalacia: malattia che si manifesta negli adulti e comporta una compromissione della funzione strutturale e di quella metabolica dello scheletro che porta poi a deformazioni ossee, inarcamenti anomali a livello sia degli arti inferiori che della colonna vertebrale. osteoporosi2
  • Osteoporosi: patologia ossea molto comune che provoca un indebolimento delle ossa, che a sua volta può causare fratture della colonna vertebrale, del femore e del polso anche dopo semplici cadute o addirittura solo con uno starnuto o un colpo di tosse.
  • Debolezza muscolare
  • Malattie autoimmuni. Bassi livelli di vitamina D potrebbero portare ad una maggiore incidenza di malattie autoimmuni, come morbo di Crohnartrite reumatoide, Lupusdiabete mellito di tipo 1.
  • Rischio di Alzheimer. Uno studio condotto di recente in Scozia ha messo in correlazione la carenza di vitamina D all’aumento del rischio di ammalarsi di Alzheimer, con particolare riferimento alle popolazioni che vivono in zone del mondo poco soleggiate.
  • Rischi per il cuore. Un recente studio italiano ha evidenziato che bassi livelli di vitamina D possono risultare pericolosi per la salute del cuore: soggetti con deficit di vitamina D hanno un rischio più alto del 32% di sviluppare coronaropatia (patologia delle arterie coronariche).Young asian woman sadly sitting on dry leaf in the forest alone
  • Depressione. Nei Paesi nordici dove l’esposizione al sole è scarsa o nulla per diversi mesi durante l’anno, sono stati rilevati numerosi casi di depressione, alcuni particolarmente gravi e legati al rischio di suicidio. I sintomi maggiormente riscontrati erano relativi a umore altalenantetristezza immotivata. Si ipotizza che simili condizioni possano essere legate anche ad una carenza di vitamina D. Per questo motivo nei Paesi nordici si assumono integratori di vitamina D per prevenire la depressione in quanto la vitamina D stimola la produzione di serotonina, il cosiddetto ormone della felicità.
  • Prevenzione del cancro: la vitamina D è un fattore di rischio dell’insorgenza del carcinoma mammario.

IN QUALI ALIMENTI SI TROVA LA VITAMINA D?

Oltre a essere prodotta dall’organismo in seguito all’esposizione ai raggi solari, come detto, la vitamina D è fornita soprattutto dagli alimenti di origine animale.

Quelli che ne contengono maggiori quantità sono:

  • Latte e derivati (formaggi, yogurt, burro ecc.)
  • Carne (soprattutto fegato) d-vitamin-d
  • Uova (soprattutto il tuorlo)
  • Pesce. In particolare: tonno, aringhe, salmone, sardine, sgombri e olio di fegato di pesce.

Gli alimenti di origine vegetale danno uno scarso apporto di vitamina D: le maggiori quantità si riscontrano in funghi e ortaggi a foglia verde.

QUAL E’ IL FABBISOGNO GIORNALIERO DI VITAMINA D?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D varia in base all’età, al sesso o a determinate condizioni fisiologiche come la gravidanza e l’allattamento.

In generale, stando alle linee guida riportate dal Ministero della Salute, la quantità di vitamina D deve essere pari a:

  • 200 UI (Unità Internazionali) al giorno per i bambini
  • 400 UI al giorno per un adulto tra i 51 ed i 70 anni
  • 600 UI al giorno per soggetti con età superiore ai 70 anni

In  caso di ipovitaminosi i medici consigliano una opportuna supplementazione di vitamina D con la dieta o con gli integratori in quantità variabile tra i 400 e 800 UI al giorno.

♦ Possono aver bisogno di integrazioni di vitamina D:

  • Individui che vivono in luoghi dove è carente la luce del sole, anche in conseguenza all’inquinamento, in quanto lo smog assorbe i raggi ultravioletti necessari ad attivare la vitamina D.
  • Donne che fanno uso di contraccettivi orali: questi interferiscono con l’assorbimento di vitamina D.
  • Donne in stato di gravidanza e in allattamento
  • Individui che seguono una dieta vegetariana e vegana

♦ Tuttavia è molto importante porre attenzione a possibili eccessi di vitamina D

Al pari dell’ipovitaminosi, anche l’ipervitaminosi D, può procurare una serie di problemi tra cui:

  • Calcificazione diffusa a livello dei vari organi (nefrocalcinosi) e tessuti (calcificazione dei tessuti molli)
  • Vomito, diarrea e spasmi muscolari
  • Sudorazione
  • Cefalea e vertigini
  • Stanchezza

VITAMINA D E CALCIO CONTRO L’OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è una malattia che colpisce le ossa, provocandone una maggiore fragilità e quindi un aumentato rischio di fratture che osteoporosipossono avvenire in seguito a traumi lievi (ossia che non provocherebbero fratture in un osso sano), o anche in assenza di traumi evidenti (“fratture da fragilità”).

Molti pensano erroneamente che l’osteoporosi sia un naturale processo di invecchiamento e che pertanto non sia possibile prevenirla. In realtà, oggigiorno, un’attenta prevenzione diviene particolarmente importante in caso di condizioni a più alto rischio di malattia, quali: assunzione di cortisonici, menopausa precoce, predisposizione genetica e/o precedenti fratture non dovute a ‘traumi efficienti’, vale a dire di elevata intensità tale da provocare la rottura anche dell’osso più resistente.

Seguire, pertanto, uno stile di vita “protettivo” nei confronti di questa malattia diviene fondamentale:

  1. Non fumare: il fumo aumenta anche l’incidenza dell’osteoporosi e raddoppia il rischio di fratture.
  2. Non bere alcol
  3. Mantenere una attività fisica regolare o aumentarla
  4. Adottare un’alimentazione corretta: alimenti ricchi in calcio e vitamina D sono fondamentali per prevenire e combattere l’osteoporosi.

Il calcio, il cui fabbisogno giornaliero si aggira intorno agli 800-1000 mg, è un minerale fondamentale per la formazione dell’osso e viene assorbito con più efficacia se i livelli di vitamina D sono adeguati, non a caso questa vitamina è detta “calciofissatrice”integratori-di-calcio

Questo minerale è presente soprattutto in latte e derivati, in particolar modo nei formaggi, ma quantità modeste le ritroviamo anche in alimenti di origine vegetale quali prezzemolo, cicoria, fagioli e anche frutta secca; inoltre, ogni litro d’acqua ne dispensa circa 50 mg.

Tuttavia il calcio, senza il giusto apporto di vitamina D, diventa poco utile nel contrastare l’osteoporosi, e in genere, tutte le malattie a carico dell’apparato scheletrico: le ossa, per non demineralizzarsi e per non perdere densità, devono poter assimilare il calcio dagli alimenti che ne sono ricchi e che introduciamo nella nostra dieta, ma il suo assorbimento a livello intestinale è permesso soltanto dalla vitamina D. Ciò rappresenta uno dei principali motivi per i quali questa vitamina viene considerata così importante.

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– presso la nostra sede in Via Calefati 177 – Bari
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E-mail: info@centrosancamillo.com

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