Ambulatorio di Pneumologia del Centro San Camillo per Prevenzione e Cura delle Malattie Respiratorie

  • Influenza
  • Raffreddore
  • Otite
  • Sinusite
  • Mal di gola
  • Bronchite

sono comunemente note come “malattie da raffreddamento”, quasi fosse il calo della temperatura a ridurre le nostre difese.

In realtà, il motivo della maggiore diffusione invernale di queste malattie è la facilità con cui i germi, la vera causa, si diffondono negli ambienti chiusi in cui si convive  a stretto contatto con più persone. Inoltre, il riscaldamento eccessivo degli ambienti rende l’aria secca, impedendo all’organismo di mantenere l’umidità necessaria affinché le mucose svolgano il loro ruolo protettivo contro l’invasione dei microbi.

Che cos’è la bronchite                                                                                        

La bronchite è un processo infiammatorio a carico della mucosa dell’albero bronchiale, il complesso di condotti che permette il trasporto dell’aria da e verso i polmoni. E’ caratterizzata dalla presenza di tosse con abbondante secrezione di catarro. La bronchite si trasmette da persona a persona attraverso il respiro e i germi veicolati nell’aria.

Le cause

La causa più frequente della bronchite sono le infezioni, da virus di raffreddore e influenza o  più raramente da agenti di natura batterica. Anche il fumo di sigaretta, le micropolveri dovute alla combustione di idrocarburi,  oppure smog e gas tossici possono irritare i bronchi sensibilizzando le mucose e scatenando una reazione infiammatoria. La bronchite, dunque, può evolvere da una influenza (o raffreddore),  un disturbo facilmente curabile con qualche giorno di riposo al caldo e con l’assunzione, se necessario, di antipiretici, ma  che,  in particolari categorie di soggetti a rischio (bambini, anziani) non va assolutamente sottovalutata per le sue complicanze.  I primi sintomi della malattia, in genere, compaiono qualche giorno dopo che l’influenza vera e propria è passata: non c’è più febbre, o è molto lieve, ci si sente meglio ma persiste una tosse “secca”, associata a dolore al centro del torace, dietro lo sterno, che a poco a poco si trasforma in “grassa”, con produzione di catarro più o meno abbondante. Quando si riscontrano queste condizioni è essenziale rivolgersi al medico per capire bene la natura del disturbo e ottenere indicazioni sul miglior trattamento da seguire.

Sintomi comuni

Il sintomo più evidente della bronchite è la tosse. Inizialmente secca, evolve con produzione di catarro e si intensifica quando ci si sdraia, al freddo e in presenza di sostanze irritanti come il fumo di sigaretta. In seguito all’infiammazione, i bronchi si gonfiano, producendo muco e pus, per cui di solito provoca anche dolore, nonché la sensazione di compressione al petto e fiato corto. Si accompagna a malessere generale, brividi, senso di affaticamento e debolezza, scarso appetito e febbre moderata. Si associa spesso a sinusite, faringite o laringite e all’abbassamento della voce. A volte si ha febbre che non supera i 38,5 °C e dura 3-5 giorni.

 Da acuta a cronica                                                                 

Negli asmatici, nei fumatori e in chi respira continuamente fumi o aria inquinata la scomparsa dei sintomi di una bronchite acuta potrebbe essere più lenta e gli episodi potrebbero ripetersi con frequenza. In questi casi la bronchite diventa facilmente cronica e può poi evolvere in malattia broncopolmonare cronica ostruttiva (BPCO) e in enfisema (patologia caratterizzata da perdita di elasticità dei polmoni e da riduzione della superficie respiratoria).

Le cure

La bronchite acuta di solito guarisce spontaneamente in meno di 15 giorni. Se si accentua di notte è consigliabile utilizzare un umidificatore nella stanza da letto e tenere testa e spalle sollevate con dei cuscini. Per fluidificare il muco è utile assumere molti liquidi e fare bagni caldi.

Se la tosse è moderata, ma è presente molto catarro, è sempre meglio non sopprimerla completamente perché rappresenta un riflesso protettivo del nostro organismo deputato a eliminare corpi estranei e muco e liberare le vie aeree. Per aiutare l’espettorazione del muco si possono utilizzare farmaci mucolitici o fluidificanti, a base di sobrerolo, ambroxolo, bromexina, acetilcisteina. Mentre i sedativi per la tosse (sconsigliati nei bambini) andranno usati soltanto se la tosse è molto insistente.

In caso di febbre o malessere generale, si possono assumere antinfiammatori non steroidei come acido acetilsalicilico, ibuprofene o paracetamolo, mentre gli antibiotici non devono essere utilizzati a meno che non sia il medico a prescriverli dopo aver riscontrato una infezione batterica o quando teme complicazioni broncopolmonari.

Quando consultare il medico

Se la tosse non migliora dopo qualche giorno, se compare febbre elevata, se si fatica a respirare o il respiro è sibilante, se si ha dolore rilevante al petto, una sensazione di debolezza che si accentua e comunque nei bambini molto piccoli è bene rivolgersi subito al medico.

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